giovedì 25 novembre 2010
L'attore
Silenzio in platea. Il pubblico aspetta che salga sul palco l’attore. Per recitare la vita, per mettere in scena nuove storie inventate. Quelle assi di legno diventeranno una porta magica dove raggiungere nuove dimensioni di realtà. Ecco il rumore del sipario: scorre, svela la scena. A passi lenti l’attore fa il suo ingresso. Un faro, dall’alto, lo illumina. In silenzio l’attore osserva gli spettatori, a uno a uno, come per farli partecipi di un segreto. Un segreto che solo lui conosce, che ha studiato a memoria, ripetuto durante tutte le prove. C’è stato un regista che ha fatto in modo che le parole scritte su un copione diventassero “parte” dell’attore. Ora le battute che doveva recitare gli circolavano nelle vene, si erano impossessate della sua pelle. Non poteva sbagliare perchè ora lui ERA il personaggio, come quelli seduti in platea. Un personaggio che aveva avuto diritto di parlare.
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